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Come scegliere un webdesigner per sviluppare il proprio sito internet

Affidereste il progetto della vostra casa direttamente al muratore ?

Sicuramente egli sarà un esperto di malta, calce, avrà un’idea precisa di come vanno tirati su i muri e di come fare un massetto. Sarà il massimo esperto nell’arte di saper fare fisicamente. Ma queste sue indubbie capacità operative lo rendono automaticamente una figura alla quale affidare la progettualità di quello che andrà a realizzare ?

Ossia, il fatto che qualcuno sappia costruire qualcosa può qualificarlo automaticamente come progettista di quel settore ?

Questa domanda potrebbe sembrare scontata nel settore edilizio, dove il muratore ha competenze note e si chiama appunto “muratore”, così come il piastrellista, l’idraulico, il geometra, l’architetto e l’ingegnere.

Ci sono figure specializzate nel fare qualcosa, magari specifico, e figure specializzate nel saper progettare quelle cosa. Chi ha la visione d’insieme, chi fa i calcoli strutturali, chi realizza gli impianti e chi la struttura.

Tutta questa impalcatura logica e funzionale pare, per oscuri motivi, non applicarsi nel mondo della “produzione impalpabile”. Abbiamo una serie di figure più o meno tecniche, da informatici che sanno programmare per il web a semplici installatori di WordPress che, al pari dei professionisti formati, si definiscono e vengono definiti Web Designer.

Ma se “design” vuol dire progettare, il Web Designer è il progettista capo, colui che conosce le buone pratiche, colui che è conscio di come soddisfare le esigenze della propria committenza andando a realizzare un artefatto che rispetti i vincoli e sappia raggiungere gli obbiettivi di marketing e comunicazione.

Affidare il proprio sito internet alla figura che sa scriverne il codice ( o magari conosce semplicemente come installare e configurare un CMS ) è una scelta identica al farsi progettare casa dal muratore.

Nessuno vuol negare che egli possa creare qualcosa di esteticamente gradevole ( magari sfruttando qualche tema grafico preconfezionato ) o che il tutto apparentemente possa avere un aspetto professionale. Essendo però un sito internet aziendale un investimento economico abbiamo, per esperienza, dubbi in relazione al fatto che quella realizzazione possa effettivamente rispondere alle esigenze di marketing e di comunicazione. Ossia, semplificando, che quel sito internet vi possa far rientrare dei soldi spesi e possa funzionare in termini di business.

La scelta del professionista al quale affidare la progettazione e la realizzazione del vostro sito internet è quindi da ritenersi un fattore strategico per massimizzare i propri investimenti e sfruttare in modo attivo i media digitali. Optare per un professionista o una piccola realtà dal taglio tecnico potrebbe in molti casi sembrare economicamente vantaggiosa ma spendere “100” per avere un prodotto che non genera profitti ( ad esempio un sito esteticamente gradevole ma non posizionato sui motori o non in grado di attirare nuovi potenziali clienti ) è semplicemente buttare via il proprio denaro. Investire “115” per un prodotto pensato e sviluppato da un progettista formato, in grado di redarre un piano di marketing e comunicazione e che, anche studiando i vostri concorrenti diretti, riesce a darvi strumenti attivi che generano contatti, fidelizzano i clienti e ampliano il vostro business è saper gestire saggiamente le proprie risorse aziendali.

Perché la vostra presenza in rete non deve essere solamente “carina”, deve essere una presenza attiva in grado di generare profitti e porvi in posizioni di vantaggio rispetto al vostro mercato di riferimento.

Bufala analisi del vostro sito internet

Sempre più spesso accade che un cliente mi chieda cosa possa fare per migliorare il proprio sito internet e discutendo assieme viene fuori che la domanda nasce dall’aver ricevuto una mail da qualche fantomatico esperto che asserisce di aver analizzato il proprio sito e voler discutere con lui le strategie adatte per il successo. Di solito le email in questione hanno una struttura simile

Spett.le NOMECLIENTE,
sono NOME E COGNOME e scrivo dalla società XXX per comunicare che ho realizzato un documento di analisi relativo alla situazione online della Vostra azienda.

Siamo una Web Company e ci occupiamo di tutti quegli aspetti che permettono alle aziende di migliorare la propria situazione sul web. Per la Vostra attività ho riscontrato buone potenzialità di miglioramento che permetterebbero di incrementare la visibilità online e di raggiungere nuovi mercati sui quali non siete al momento visibili.

Avrei piacere di discutere con Voi in merito a quanto realizzato e di mostrarVi le analisi effettuate; sono a chiedere quindi un Vostro recapito telefonico così da poterVi contattare.

Sicuramente l’offerta è appetibile, pare che qualcuno si sia preso la briga di fare un’analisi gratuita e che abbia anche sviluppato delle strategie che vuole condividere con noi.

Peccato che tali email siano nel 99,9% dei casi – per concedere il beneficio del dubbio – delle formule standard mandate a centinaia di migliaia di indirizzi internet e che nessuno abbia realmente visitato il vostro sito o abbia per voi soluzioni magiche. E’ un trucco, di basso livello, per raccogliere contatti telefonici e poi vendervi prodotti e servizi di cui probabilmente non avete bisogno.

E poi, ammesso che queste persone possano anche avere una qualche competenza in ambito di Web Marketing, affidereste l’immagine della vostra attività a persone che non si sono fatti scrupoli morali per “accalappiarvi” con un inganno ?

anche il nome di dominio è un valore da non trascurare

Spesso molti clienti hanno la tentazione, quando si accingono a rinnovare il proprio sito internet, di cambiare anche il nome di dominio. Questo accade perchè il vecchio viene percepito come “vecchio”, perchè non si crede sia pertinente ed incisivo, per semplice voglia di far tabula rasa o magari per non voler chiedere i codici di migrazione al precedente mainteiner.

Da professionisti sconsigliamo il cambio di dominio di un sito internet, sopratutto se il dominio ha una sua anzianità per una serie di semplici motivi:

  • la modifica del nome può avere un grave impatto sulla visibilità
  • se il sito ha molti backlink bisognerebbe farli aggiornare tutti
  • andranno cambiati gli indirizzi email legati al vecchio dominio ed avvertiti tutti i nostri contatti del cambiamento

Per questi motivi modificare il nome di dominio è un’operazione che va effettuata solo se realmente indispensabile.
Per quanto riguarda la visibilità dobbiamo tener conto che ogni dominio è legato con metriche diverse (fiducia, autorità, ecc) e ha carratteristiche uniche (età del dominio, segnali di geo localizzazione, ecc). Cambiare da un dominio attivo da diversi anni verso un dominio appena registrato, senza eseguire una migrazione dei contenuti tramite reindirizzamento e comunicare lo spostamento con gli strumenti per webmaster di Google, equivale al gettare via tutti gli sforzi fatti per SEO e posizionamento.

Consigli pratici per scegliere un nome di dominio

Nell’attuale panorama è sempre più difficile trovare il giusto nome per registrare il proprio dominio internet. Se qualcosa suona bello, semplice ed efficacie potete esser certi che è stato già registrato.

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Tre ottimi consigli per dare feedback

Esistono in rete centinaia di blog curati da professionisti e da divulgatori dove vengono spiegate passo passo le procedure per ogni possibile problema informatico.Tutorial ed articoli che guidano il lettore verso la cancellazione dei file duplicati sul disco fisso o lo traghettano con successo nell’impresa di installare wordpress.

Noi, in questo spazio, vogliamo concentraci su piccoli consigli, apparentemente banali, ma spesso determinanti nel trasformare un’azione promozionale in rete fallimentare in un’azione di successo. Leggi tutto

Android 4.4 : così tenero che si spezza con un grissino

Android, il sistema operativo per cellulari made in Google, ha come tradizione il fatto di accompagnare ogni versione con un “nomignolo” derivato dal nome di un dolce. Con il susseguirsi delle versioni i nomi dei dolci scelti si susseguono in ordine alfabetico: dalla “Apple Pie” della prima versione al recente “Jelly Bean”. Passando per Donuts, Gingerbread e Ice Cream Sandwich.

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